Cosa si intende per tessuto?

Uno strato flessibile nato dall’incrocio di due serie di filati ortogonali fra loro, di lunghezza indeterminata, di larghezza limitata, di aspetto variabile secondo l’uso cui è destinato”. (Elementi di tecnica tessile – L. Bardini Barbafiera)

e per tessuto non tessuto?
“Si definiscono non tessuti le superfici tessili flessibili ottenute per coesionatura di veli di fibre“. (Elementi di tecnica tessile – L. Bardini Barbafiera)
In parole povere i tessuti sono formati da trama e ordito e nascono dalla tessitura a telaio (da qui il sostantivo tessuto che significa appunto prodotto dalla tessitura) mentre i non tessuti nascono dalla coesione delle fibre ottenuta grazie all’utilizzo di un collante, di una fonte di calore, di un azione meccanica ecc.  Il nostro amatissimo feltro è proprio un tessuto non tessuto.
Tessuti – trama & ordito
I fili di ordito sono quelli disposti nel senso della lunghezza del tessuto mentre quelli che corrono lungo la larghezza (o altezza della pezza) da cimossa a cimossa  sono i fili di trama. Dal diverso tipo di incrocio originato da trama e ordito nascono infiniti intrecci (o armature).

In base agli intrecci i tessuti si distinguono in semplici o composti.

I tessuti semplici.
I tessuti semplici sono così detti perché costituiti da due soli elementi, cioè una trama e un ordito. le tipologie fondamentali sono tre:  la tela, la saia e il raso.

La tela è il più piccolo intreccio esistente  con un rapporto di armatura costituito da due fili di ordito e due fili di trama. Il tessuto così intrecciato presenta un aspetto piatto con diritto uguale al rovescio. Il nostro voile misto cotone seta è ad esempio una tela. Così come sono tele i nostri chiffon e il crepe voile.

Le armature a saia producono tessuti con diritto e rovescio.
Le armature a raso producono tessuti con superficie liscia e uniforme con diritto e rovescio.

I tessuti composti
I tessuti composti sono costituiti da più elementi in quanto alla trama e all’ordito di fondo vengono aggiunti trame e orditi supplementare. Capirete quindi l’infinità di varianti ottenibili in questo modo. Per esemplificare cito alcuni tra i tessuti composti più comuni: double-face, piqué, velluti, peluches, tessuti di spugna, garze. 
Fonte DHG

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