L’ARTE DELLA MANUALITA’ TRA OCCIDENTE ED ORIENTE

La storia dei tappeti abbraccia due tradizioni: orientale e occidentale. La tradizione orientale è la più antica e deve la sua ricchezza al lavoro degli artigiani centroasiatici, mediorientali, nordafricani, indiani e cinesi. La tradizione occidentale, soggetta all'influsso della precedente è nata molto più tardi, godette di un breve periodo di fioritura con prodotti originali nella Francia del XVII e XVIII secolo, ma perse quasi ogni pregio in seguito alle imitazioni e alla meccanizzazione dell'Ottocento.

1. I tappeti orientali
I tappeti orientali sono accomunati da alcune caratteristiche rimaste pressoché invariate per secoli. Ad esempio la forma è quasi sempre rettangolare, benché si possano trovare anche tappeti quadrati, rotondi o esagonali. All'interno del rettangolo i disegni si suddividono tra la cornice e il campo: la cornice è costituita da strisce di larghezza variabile, mentre il campo può contenere un singolo elemento centrale o un motivo ripetuto. Una categoria a parte è rappresentata dai tappeti da preghiera dei musulmani nei quali il motivo più ricorrente è la nicchia o mihrab.
Il più antico tappeto orientale mai ritrovato, oggi custodito nel Museo dell'Ermitage di San Pietroburgo, risale al periodo tra il V e il III secolo a.C. e fu rinvenuto nel 1947 in una tomba scitica
sui monti dell'Altaj, in Siberia. Si tratta di un tappeto annodato conservatosi nella sua integrità (200 x 183 cm) e decorato con figure di animali (alci e una processione di 28 cavalli), accompagnate da motivi floreali e geometrici. Sebbene ricordi lo stile artistico persiano del periodo achemenide, il reperto costituisce un esemplare isolato.
I più antichi tappeti annodati di origine mediorientale risalgono alla metà del XIII secolo e presentano disegni geometrici (viticci, quadrati e ottagoni), che nelle epoche successive caratterizzarono gli esemplari tessuti in Asia Minore.

1.1. Iran
A partire dalla seconda metà del XV secolo, e durante la dinastia safavide, l'arte del tappeto persiano fu arricchita dall'introduzione di nuovi motivi, in prevalenza floreali. I principali laboratori artigianali avevano sede ad Ardabil, Tabriz, Ferahan e Shiraz ed erano impegnati nella produzione di tappeti per la famiglia reale. I disegni erano spesso ispirati ai motivi dei manoscritti miniati, che
venivano fedelmente riprodotti. Tratti distintivi di tale produzione furono composizioni equilibrate, marcati contrasti cromatici e la sovrapposizione di motivi decorativi. Tipici di Tabriz furono i tappeti con medaglione centrale, mentre dalle aree settentrionali provenivano tappeti che riproducevano lo schema proprio dei giardini persiani. Vi erano inoltre i tappeti caratterizzati da motivi a losanghe riprodotti in perfetta simmetria su tutta la superficie, tessuti probabilmente nelle regioni meridionali.
Gli avvenimenti politici dei primi anni del Settecento determinarono il declino dell'epoca safavide  e,con essa, della produzione di tappeti che da allora non hanno più raggiunto lo stesso livello di eleganza e raffinatezza.

1.2. Turchia
In Anatolia, come nel Caucaso, la tradizione medievale della tessitura di tappeti sopravvisse a lungo senza notevoli variazioni nelle tecniche e negli stili di decorazione. I primi tappeti turchi annodati risalgono al XIII secolo e, benché non si conosca la data della comparsa dei kilim, è ragionevole supporre che questi ultimi appartengano a un'epoca precedente. I motivi più ricorrenti sono
arabeschi e fiori a colori vivaci, con prevalenza dei colori azzurro, verde, giallo e bianco. A un'epoca più tarda (XVI-XVII secolo) appartengono i tappeti prodotti a Ushak, una città della Turchia occidentale che divenne uno dei principali centri di tessitura dell'impero ottomano. Ai suoi artigiani si deve la tessitura di tappeti da preghiera e con motivi a stella, a medaglione, di uccelli e geometrici.

1.3. Caucaso
I tappeti del Caucaso sono facilmente riconoscibili per l'estrema stilizzazione dei disegni, solitamente tracciati su fondo rosso. Le due tipologie maggiormente diffuse sono i tappeti che presentano il motivo del drago e quelli decorati con disegni floreali. I primi hanno origini più antiche e si ritiene venissero tessuti da umili artigiani e da nomadi. I secondi riprendono i motivi a losanghe e le stilizzate decorazioni floreali tipiche dei tappeti persiani, rivelando al tempo stesso una marcata influenza della tradizione cinese.

1.4. Turkestan
In origine il Turkestan era abitato da tribù turche nomadi e seminomadi che praticavano l'arte dell'annodatura per produrre oggetti d'uso quali culle, sacche o tendaggi. I tessuti erano quindi sottoposti a forte usura e gli esemplari più antichi giunti fino a noi risalgono solo al XVIII e al XIX secolo. I tratti distintivi dei manufatti di questa zona sono la prevalenza del rosso, del marrone e del blu e la ripetizione del motivo del gul (in persiano 'fiore').


1.5. Egitto
In Egitto l'arte della tessitura dei tappeti ebbe le proprie origini durante le dinastie mamelucca e ottomana. Nel XV secolo il Cairo era il centro dell'artigianato mamelucco: i tessitori del tempo
produssero tappeti decorati da grandi disegni di medaglioni o da motivi geometrici e in colori brillanti, con preferenza per il rosso, il blu e il verde. Il motivo dei fiori stilizzati era ispirato alla tappezzeria copta (vedi Arte copta). Un'altra caratteristica dei tappeti prodotti in quest'epoca è la mancanza di contrasto cromatico tra i bordi e la decorazione centrale. I tappeti prodotti durante il periodo ottomano, a partire dal 1517, presentano invece prevalentemente motivi geometrici, come losanghe e medaglioni, ripresi forse da modelli anatolici.

1.6. India
La tessitura di tappeti in India si diffuse in concomitanza con la produzione di manufatti per la famiglia reale, affermatasi in Persia nei secoli XVI e XVII. Le decorazioni dei tessuti erano ispirate alle miniature commissionate dai sovrani moghul, improntate all'arte persiana, anche se nei tappeti fu abbandonata gradatamente la stilizzazione dei modelli per lasciare spazio a una resa più naturalistica: compaiono in quest'epoca composizioni asimmetriche di motivi floreali, scene di caccia o figure di animali, liberamente distribuite su fondi di colore rosso. Purtroppo sono pochi gli esempi di tappeti indiani giunti fino a noi: gli esemplari rinvenuti risalgono perlopiù all'inizio del XVII secolo e presentano un'annodatura molto fitta, motivi floreali e decorazioni tipiche dei tappeti da preghiera.

1.7. Cina
I tappeti cinesi, prodotti principalmente nella parte settentrionale del paese, si distinguono dagli altri manufatti asiatici sia per i disegni sia per la gamma cromatica. Vantando una lunga tradizione nella produzione della seta, gli artigiani cinesi guardavano con disprezzo ai tessuti di lana. I primi tappeti cinesi furono tuttavia realizzati in lana e feltro e sembra che la prima manifattura di tappeti annodati sia sorta nel XIII secolo nella città mongola di Karakorum, per servire la corte imperiale.
I motivi dei tappeti cinesi hanno ciascuno un particolare significato. I numerosi animali e oggetti rappresentati hanno tutti un valore simbolico o religioso. Molto frequente è l'immagine del drago che simboleggia il potere della divinità, le forze della natura e l'imperatore. Anche i fiori e la frutta sono motivi ricorrenti, in particolare il crisantemo, simbolo di longevità, e la peonia, segno di nobiltà, ricchezza e affetto.

2. I tappeti occidentali
Le origini della produzione di tappeti annodati in Europa sono ignote: lo sviluppo delle tecniche e degli stili di decorazione fu senza dubbio stimolato dall'importazione di tappeti orientali, dalla presenza dei mori in Spagna, dagli scambi che seguirono alle crociate, dai frequenti contatti tra Venezia e l'Oriente a partire dal Duecento e dalla penetrazione portoghese in Asia durante il XVI secolo.

2.1. Spagna
I primi tappeti tessuti in Spagna si fanno risalire ai secoli XII e XIII: per la fioritura di quest'arte nella penisola iberica fu certo determinante il legame con la cultura islamica. La particolarità dei tappeti spagnoli risiedeva nel tipo di annodatura, per cui il filo veniva intrecciato a una sola catena dell'ordito. Per quanto riguarda i disegni, gli artigiani spagnoli coniugarono modelli orientali con motivi occidentali: i laboratori di Almería, Cuenca e Alcaráz divennero celebri per i tappeti con decorazioni originali in cui fiori stilizzati si trovano accostati a stemmi nobiliari o simboli cristiani.
Nei primi anni del XV secolo i tessitori spagnoli si ispirarono soprattutto al motivo dell'albero della vita e alla scrittura cufica dei tappeti anatolici; sul finire del secolo, tuttavia, si affermò sempre più uno stile sentito come decisamente europeo. La produzione artistica dei tappeti iniziò a declinare in Spagna a partire dalla seconda metà del XVII secolo.

2.2. Francia
Tra il XVII e il XVIII secolo la Francia poté vantare una fiorente produzione di tappeti di lusso: ai laboratori della Savonnerie, fondati nel 1627 a Chaillot (vicino a Parigi) e nel 1672 uniti alla tessitura del Louvre, Luigi XIV fece importanti commissioni per la reggia di Versailles; nel 1665 il centro di produzione di Aubusson si fregiò del titolo di Manifattura Reale. I tappeti francesi si ispiravano al gusto invalso nelle arti decorative contemporanee, anche se non mancarono tentativi di imitazione dei prodotti cinesi. Nel 1825 la Savonnerie si fuse con la manifattura di arazzi Gobelins.

2.3. Inghilterra
I primi tappeti annodati inglesi apparvero nella seconda metà del Cinquecento: i laboratori di maggiore fama furono quelli di Fulham, Moorfields, Kidderminster, Wilton, Axminster ed Exeter.
Dopo il relativo successo dei motivi orientali, anche in Inghilterra si diffuse un repertorio europeo, influenzato dalla Savonnerie e dallo stile dell'architetto Robert Adam. L'avvento della meccanizzazione alla fine del XIX secolo sancì il declino della produzione di tappeti annodati a
mano. Solo sul finire dell'Ottocento il movimento inglese Arts and Crafts diede nuovo impulso a una produzione, seppure su scala molto limitata, di tappeti di alta qualità artistica, rifacendosi alle tecniche e ai disegni del passato.

2.4. Scandinavia
I metodi di tessitura utilizzati in Scandinavia furono probabilmente importati dalla Turchia dai
vichinghi; di fatto, l'influenza turca è tuttora presente nei tappeti prodotti in Svezia e in Finlandia.

2.5. Italia
Nonostante la pregevole produzione di arazzi presso le maggiori corti italiane tra il XVI e il XVIII secolo, stentò ad affermarsi nella penisola una tradizione autoctona del tappeto, manufatto tessile in
certo senso concorrente. A lungo l'importazione di pezzi preziosi supplì alle esigenze di nobili e potenti, introducendo nelle sale di castelli e palazzi una nota esotica. Fu solo nell'Ottocento che un rinnovato interesse per le attività artigianali, analogo a quello che mosse in Inghilterra gli artisti dell'Arts and Crafts, ispirò anche in Italia l'attività di vari laboratori, tesi a rivalutare l'arte popolare regionale: i maggiori centri del tappeto artigianale sorsero in Valtellina, in Sardegna, in Abruzzo e in Calabria, dove tuttora prosegue un'apprezzata tradizione.

3. La produzione europea nel Novecento
A partire dagli anni Venti del Novecento, nell'Europa settentrionale e occidentale le tendenze decorative tradizionali cedettero il passo a un gusto moderno, ispirato principalmente al cubismo e al funzionalismo; i motivi decorativi dei tappeti si rifecero in misura sempre maggiore all'arte contemporanea, talvolta dando vita a mode di notevole diffusione. Dagli anni Quaranta l'evoluzione tecnologica ha consentito di approntare macchine in grado di tessere tappeti perfetti ma di aspetto artigianale, diminuendo il divario estetico tra prodotti in serie e pezzi fatti a mano.

Fonte: Abec-Oriental

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