ADDIS ABEBA – Aberrash ha quattro figli, che camminano con lei lungo il ciglio fangoso di questa strada di Dukem, periferia orientale di Addis Abeba. Erba, sassi, pochi macilenti cavalli, baracche di lamiera ondulata, taniche di plastica gialla riciclate all’infinito. Non conosce con esattezza la propria data di nascita, forse ha 44 anni, dice. Sa di certo, però, che dal 2010 lavora, per la prima volta nella sua vita, in una fabbrica di gommapiuma, nella «Zona industriale» quaggiù. «Un buon posto», sorride, 50 dollari al mese per otto ore al giorno. Alle dipendenze dei cinesi.
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