Otto secoli di tessili per la liturgia ai Frari: giovedì 16 il volume che li racconta

Otto secoli di arte tessile ai Frari. Sciamiti, velluti, damaschi, broccati, ricami”: è il titolo del volume che sarà presentato giovedì 16 ottobre alle ore 17 nella Sala del Capitolo della basilica dei Frari a Venezia.Il libro raccoglie la catalogazione di una sessantina di paramenti liturgici (piviali, pianete, tonacelle e altri tessili) utilizzati durante le solenni celebrazioni liturgiche nella Basilica Santa Maria Gloriosa dei Frari a Venezia e tuttora lì conservati.La prof.ssa Doretta Davanzo Poli, una delle massime esperte internazionali di storia del tessile, ha selezionato e schedato gli esemplari più significativi per qualità tecnica ed estetica. Attraverso tali vesti liturgiche, databili tra il secolo XIII e l’inizio del XX, è possibile seguire le vicende stesse dell’arte tessile di Venezia, senza trascurare qualche esempio di alcune tra le più importanti manifatture seriche dell’Europa e del Mediterraneo.Il breve saggio di Mons. Ivo Panteghini approfondisce, invece, i significati allegorici e simbolici dei paramenti che rivestono il celebrante durante la Messa o le processioni, in un rimando di forme, colori e simbolismi che manifestano il mistero celebrato.Scrivendo, nella prefazione, del ricco patrimonio di tessili per la liturgia, il parroco padre Lino Pellanda sottolinea che «l’estasi prodotta da architettura, scultura e pittura, nella basilica dei Frari, è ravvivata dai tessili d’altare che hanno colorato nei secoli i riti liturgici e vengono ora custoditi come patrimonio prezioso. Vi trovi oggetti pregiati frutto di donazioni o di acquisti; incontri anche vesti liturgiche consunte e rattoppate, che raccontano di povertà e momenti difficili. Ai paramenti più belli del ‘400 si ispirò Giovanni Bellini quando nel polittico della sacrestia dipinse con tanta grazia le vesti liturgiche di S. Nicola, quasi a ricordare a noi sacerdoti quale dovrebbe essere il decoro dei nostri riti».E termina citando il cardinale Martini, il quale parlava di “scandalo del profumo di Betania” riferendosi a coloro che criticano le spese per il decoro liturgico. Diceva: «Gesù gradisce le cose belle, l’amore per il culto può essere giudicato spesa inutile solo dalla mentalità efficientistica di oggi».Alla presentazione di giovedì 16 interverrà Sergio Marinelli, docente di storia dell'arte a Ca' Foscari. Nell'occasione saranno esposti alcuni antichi paramenti.

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